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Immerso in un contesto paesaggistico e ambientale di raro interesse storico e naturalistico, il casale offre l’opportunità - appena varcato il cancello d’ingresso - di calarsi come per incanto in un epoca e ambiente antichi e non contaminati, scampati per caso all’azione spesso deleteria della modernità.
L’edificio rurale dai connotati di pregio, tradisce subito la sua origine nobiliare: strutturato quasi come fortezza, per ridurre la vulnerabilità ai briganti che nei secoli addietro infestavano il Matese.
Fabbricato nel tardo ‘600 inizi ‘700, con struttura massiccia e con largo uso dei materiali all’epoca disponibili - pietra calcarea e legno di quercia - è stato restaurato con meritato rispetto per salvaguardarne la sua originalità, ma allo stesso tempo è stato dotato dei comfort necessari.
Utilizzato, in origine, come luogo di soggiorno e riposo per personalità ecclesiastiche (da qui il suo nome "Casale del Vescovo"), esercita un grande fascino e calore sull’ospite, come solo le cose antiche, raffinate e mai violate possono trasmettere a chi rispettosamente sa apprezzarle.
La posizione geografica rende allettante l'idea di regalarsi un pò di sano riposo in questo affascinante posto. Oltre che facilmente raggiungibile perchè situato in prossimità dall'arteria principale SS 17, che lo collega al capoluogo Campobasso, e ai maggiori svincoli stradali e autostradali, il casale nasce proprio ai piedi del massiccio del Matese, nel bel mezzo dell'Oasi Naturale WWF di Guardiaregia-Campochiaro, che con i suoi 2187 ettari di estensione è una delle aree più estese tra quelle gestite in Italia dal WWF
A far da completamento, dandogli un tocco in più, c'è la raffinata opera dello Chef, molto attenta al rispetto della Cucina autoctona;
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